Come Prevenire le Bruciature da Luce delle Piante di Cannabis

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Categories : Coltivazione di cannabis

Come Prevenire le Bruciature da Luce delle Piante di Cannabis

La cannabis richiede notevoli quantità di luce, ma alle volte potrebbe riceverne fin troppa. Quando ciò accade, le piante di cannabis vengono esposte ad un forte stress e possono sorgere i problemi più diversi. Parliamo di bruciature da luce nelle colture di cannabis e impariamo a riconoscerle e a prevenirle.

La cannabis ha la capacità di tollerare intensità luminose molto elevate, essenziali per la sua crescita ottimale. Questo aspetto vale soprattutto nella fase di fioritura, quando l'obiettivo è ottenere un raccolto abbondante. Tuttavia, in alcuni casi le piante possono ricevere intensità luminose fin troppo elevate, in particolar modo quando vengono coltivate indoor sotto la luce di potenti lampade.

Un eccesso di luce può creare diverse forme di stress ad una pianta di cannabis. La bruciatura da luce si manifesta sulle foglie più vicine alla sorgente luminosa, che in un primo momento ingialliscono e, in molti casi, si sbriciolano al tatto e quindi muoiono. A volte le piante possono addirittura sbiancare, perdendo il loro colore naturale ed assumendo una tonalità bianco pallida.

SEGNI E SINTOMI DELLA BRUCIATURA DA LUCE

Quando le piante mostrano bruciature causate da una luce troppo intensa, i primi sintomi si osservano sulle foglie più alte, le più vicine alla lampada. Queste ingialliscono e ad un certo punto muoiono. Tuttavia, una bruciatura da luce non sempre si manifesta con l'ingiallimento fogliare. A volte, le foglie possono mostrare i primi sintomi sviluppando diverse tonalità cromatiche.

DIFFERENZE TRA UNA BRUCIATURA DA LUCE ED UNA CARENZA DI AZOTO

L'ingiallimento fogliare può essere causato anche da altri problemi, come la carenza di azoto. È quindi importante saper distinguere i vari casi. La principale differenza tra una bruciatura da luce ed una carenza di azoto è che la prima si manifesta sulle foglie più alte e vicine alla luce, mentre la seconda tende normalmente a verificarsi sulle foglie più vecchie e basse della pianta.

Le foglie ingiallite per una carenza di azoto rimangono tali fino a sbriciolarsi e, nella maggior parte dei casi, cadere. Le foglie bruciate da un eccesso di luce, invece, rimangono saldamente ancorate alla pianta e difficilmente cadono. Le bruciature da luce, inoltre, non danneggiano le nervature centrali delle foglie, che rimangono verdi, altra sostanziale differenza con una carenza di azoto.

Ma l'ingiallimento delle foglie più alte non è l'unico sintomo di una bruciatura da luce. A volte, le foglie possono assumere colorazioni rossastre o viola, sviluppando macchie marroni e bruciature sulle punte o sui margini fogliari.

I PROBLEMI NUTRIZIONALI POSSONO PEGGIORARE I SINTOMI DI UNA BRUCIATURA DA LUCE

Quando una pianta di cannabis non riceve le sostanze nutritive in quantità adeguate per crescere correttamente, o se soffre di altri problemi, le possibilità di rimanere danneggiata da una bruciatura da luce aumentano. Le piante sane tollerano molto meglio gli eccessi di luce.

COME RICONOSCERE UNA BRUCIATURA DA LUCE

I sintomi di una bruciatura da luce non devono necessariamente manifestarsi subito. A volte, la distanza tra piante e lampada non è così ridotta da causare danni istantanei e le foglie bruciano lentamente, senza mostrare sintomi in un primo momento. In questi casi le foglie muoiono lentamente dopo diverse settimane e i primi segnali d'avvertimento si potrebbero notare sulle foglie più vecchie, il che complicherebbe ulteriormente la diagnosi.

Come Prevenire le Bruciature da Luce delle Piante di Cannabis

SBIANCAMENTO DA LUCE

Le foglie e le cime di cannabis esposte ad una luce troppo intensa possono a volte sbiancare. Invece di ingiallire e di sbriciolarsi al tatto, le foglie e le cime possono perdere tutto il loro verde diventando di un colore bianco pallido. Ciò può accadere quando si usano i più moderni impianti d'illuminazione a LED ad alta potenza o le HPS posizionate ad una distanza troppo ridotta dalle piante.

Le cime sbiancate per un eccesso di luce vengono spesso scambiate per varietà di cannabis albine o per altre particolari genetiche dalle bizzarre colorazioni biancastre. Purtroppo, a parte il loro curioso aspetto, le piante sbiancate non promettono nulla di buono. Infatti, le cime bianche hanno quasi sicuramente perso gran parte dei loro sapori o della loro potenza, o entrambi.

Le cime sbiancate per un eccesso di intensità luminosa non sono molto comuni. Nella maggior parte dei casi, le cime esposte ad una sorgente di luce troppo forte appaiono bruciate, con le foglioline più vicine di un colore più scuro e marrone.

COME PREVENIRE LA BRUCIATURA DA LUCE NELLE VOSTRE COLTURE DI CANNABIS

Se sospettate che una vostra pianta si stia bruciando per un eccesso di luce, dovete procedere in due direzioni:

- Aumentate la distanza tra lampade e piante
- Riducete l'intensità luminosa delle vostre lampade

Se non avete la possibilità di alzare le lampade e distanziarle maggiormente dalle piante, potete sempre piegare i rami per aumentare le distanze o potare la parte superiore delle piante, ma ricordatevi di farlo solo durante la fase di crescita vegetativa.

QUAL È LA DISTANZA OTTIMALE TRA PIANTE E LAMPADE?

Le lampade usate per coltivare cannabis possono variare notevolmente in termini di intensità, potenza, spettro luminoso e modello, come ad esempio una LED o una HPS. I produttori più seri di lampade per la coltivazione vi sapranno dare le distanze più raccomandate. Le distanze dipenderanno anche dalla specifica fase di crescita che sta attraversando la pianta. Le piante più giovani richiedono ovviamente una maggiore distanza perché più sensibili all'esposizione luminosa.

Se non doveste per qualsiasi ragione trovare le informazioni sulle migliori distanze per la vostra lampada, non esitate a chiedere indicazioni ad un grow shop.

ESISTONO LE BRUCIATURE DA LUCE NELLE COLTURE OUTDOOR?

Le bruciature da luce nelle coltivazioni outdoor sono molto rare, anche sotto la luce solare diretta più intensa. L'unico momento in cui bisogna stare attenti alla luce solare è quando si spostano le piante da un ambiente indoor ad uno outdoor. In questo caso, le piante cresciute indoor dovranno abituarsi alla luce solare. Prima di tutto evitate di spostare direttamente una pianta da un armadio ad un luogo completamente soleggiato. I primi giorni lasciatela in una zona ombreggiata dove possa abituarsi al nuovo ambiente outdoor. Dopo circa una settimana sarà pronta per un luogo più soleggiato.

STRESS DA LUCE & STRESS DA CALORE

Spesso, le bruciature da luce si manifestano insieme ai sintomi di uno stress da calore. La ragione di ciò è che molte lampade per la coltivazione, ad eccezione delle luci a LED, sprigionano una notevole quantità di calore.

Quando le piante sono troppo vicine ad una sorgente luminosa di questo tipo subiscono un forte stress provocato dal calore e non solo dalla sovraesposizione luminosa. Ciò significa che si manifesteranno i sintomi di entrambe le condizioni: troppa luce e troppo calore. Questi sintomi possono emergere sotto forma di foglie appassite, scolorite e morenti.

I coltivatori indoor che usano luci artificiali possono adottare un semplice trucco per verificare se il calore sotto la luce è eccessivo per le piante. È sufficiente mettere una mano sotto la lampada alla stessa altezza delle parti apicali delle piante. Se il caldo è sopportabile e non vi brucia la pelle, vuol dire che quell'intensità va bene anche per le vostre piante.

UN CONSIGLIO FINALE

Sappiate che qualsiasi variazione nelle condizioni di crescita delle piante, come una riduzione o un aumento dell'intensità della luce o delle temperature, richiede diversi requisiti di irrigazione e concimazione. Più luce fornirete alle vostre piante e più cresceranno, il che significa che richiederanno anche maggiori quantità d'acqua e sostanze nutritive. Quando l'intensità luminosa e le temperature sono elevate l'irrigazione regolare dovrebbe aiutare a ridurre il rischio di bruciature da luce.